Un giorno, non qualunque.
Il giorno. Il più bello di tutta una vita.
Ci siete voi. Ci sono io.
Voi che mi chiamate “il fotografo”, non immaginate nemmeno quanto io sia immensamente anche un essere umano che vive ogni emozione, ogni passo che fate l’uno verso l’altro, ogni esitazione, ogni abbraccio, ogni volta che i miei occhi si intrecciano alle vostre mani che si stringono. 
Il fotografo,  come lo intendo io, c’è, ma non lo vedete. 
Questa è la filosofia del matrimonio- reportage, mettere al centro i momenti inaspettati, le scene più semplici e quelle che non si possono non tenere nel cuore, senza essere visti
Tutto deve accadere senza fingere o posare, cosi come non é finto e posato il vostro amore.
Voi siete veri, autentici come lo sarò io.
Non é una recita é la realtà. 
E il poi? Tutte quelle immagini a cosa serviranno?
Lo capirete un po’ subito, un po’ dopo anni, quando ritroverete un dettaglio dimenticato o mai notato,  sfogliando il vostro album.
Una mano che infila un orecchino, un nodo alla cravatta fatto da una mamma a cui batte il cuore, un lembo di abito, quei bottoni sul corpetto, quelle lacrime che si nascondono, sperando di non essere viste.
Come ricordarsi tutto, ma proprio tutto, se non lasciando scrivere la storia di quel giorno ad un esperto di luce?  Il disegno del vostro amore sulla carta, per sempre. 
Uno spettacolo che dura il tempo di un alba e di un tramonto, gli invitati, il rumore, le voce, gli applausi, le risate, i dolci, i baci, tutto questo poi, diventerà storia.
La vostra.
Dietro le quinte un professionista sulle punte, un grande osservatore, un abile narratore. 
Racconterà di voi, di lui, di te.
Un giorno, di quelli non qualunque. Voi due e me. 
Che la fotografia é l’unico modo per non dimenticare.
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